PADRE ANDREA GASPARINO (1923-2010)
In un biglietto del suo testamento ha lasciato scritto le parole che voleva sulla sua tomba:
“L’amore e la preghiera ottengono l’impossibile”
Questa espressione dice in modo sintetico la tensione evangelica che ha guidato tutta la sua vita. L’impossibile, nel nome del vangelo, lo attirava misteriosamente. Lo metteva di fronte alla sfida della fede, per questo non si fermava al calcolo del possibile.
Andrea nasce il 7 aprile 1923, a Fontanelle (Boves), da mamma Anna Galfré e papà Giuseppe Gasparino.
Nell’ottobre 1934, Andrea entra nel Seminario minore di Cuneo: ha solo 11 anni e per lui, come ricorderà più tardi, è una fatica stare lontano da casa, nonostante le rassicurazioni dei genitori. Durante questi anni di formazione, in più occasioni si fa notare per il suo amore alla preghiera e all’adorazione eucaristica, spingendo anche i suoi compagni di studi a partecipare nella cappella. La Seconda guerra mondiale lo coglie nel pieno degli studi.
Il 31 maggio 1947 Andrea riceve l’ordinazione sacerdotale dalle mani di mons. Giacomo Rosso, vescovo di Cuneo, insieme ad altri tre sacerdoti con cui sarà amico fino alla fine. Il primo incarico affidatogli è nella parrocchia della Visitazione di Maria Vergine in Roccavione, dove rimane come vice parroco per 4 anni. In questo periodo si spende per la formazione dei giovani e per la cura di malati e anziani.
È durante il servizio pastorale che nasce in lui il desiderio di una missione di assistenza ai bambini e ragazzi rimasti senza famiglia o con situazioni familiari precarie, a seguito del conflitto mondiale. Per cui inizia con insistenza a domandare il permesso al Vescovo.
7 ottobre 1951: con il nullaosta episcopale, accoglie i primi 5 piccoli ospiti e inizia la “Città dei Ragazzi – Regina Immacolata”. Il primo locale è la palazzina dell’ex colonia elioterapica, sulle sponde del torrente Gesso (attuale sede del CAI). Qui garantisce ai bambini accolti uno spazio sicuro per mangiare, dormire, studiare e formarsi in qualche lavoro manuale, senza mai dimenticare la preghiera. Qualche mese dopo, nel maggio 1952, la Città dei ragazzi si sposta in corso Francia 129, dando inizio allo spazio che accoglierà negli anni migliaia di persone, fino ad oggi.
La storia prosegue, ma è difficile separare la vita di p. Andrea da quella della Città dei Ragazzi e del Movimento. P. Andrea ha saputo stare in ascolto dello Spirito Santo e delle esigenze del tempo e trasmettere la passione per quello che lui stesso aveva sperimento, vissuto e sentito come urgente per stare nel mondo seguendo Gesù.
“Non vogliamo essere fraintesi.
Per noi l’abbandono alla Provvidenza è solo questo:
fidarci di Dio, dopo aver spremuto tutte le forze che Dio ci ha dato.”
P. Andrea
L’abbandono alla paterna cura di Dio si sperimenta la prima volta l’11 febbraio 1952, nel cosiddetto “miracolo del pane”. Sempre in questa data ma del 1959, p. Andrea dà inizio all’adorazione eucaristica continua, mentre il 7 ottobre 1955 emettono i voti religiosi le prime sorelle
Il 5 giugno 1961 p. Andrea riceve la lettera di autorizzazione dalla Congregazione de Propaganda Fide (le cui funzioni sono svolte attualmente dal Dicastero per l’evangelizzazione) per dare inizio alle missioni: il 30 giugno dello stesso anno le prime sorelle missionarie partono per il Brasile.
Il 10 giugno 1962 la Repubblica italiana riconosce civilmente la Città dei Ragazzi.
Una data fondamentale per la spiritualità di p. Andrea e del Movimento è il luglio 1967, quando partecipa al primo deserto di 40 giorni nel Sahara algerino, precisamente a El-Abiodh Sidi Cheikh, luogo caro a S. Charles de Foucauld. Da questa esperienza ne esce profondamente arricchito tanto da orientare la nascente Comunità sulle orme di De Foucauld, quando la Città dei ragazzi sospende le sue attività negli anni ’70.
Il 7 ottobre 1983 iniziano i Corsi di comunità di base ecclesiali, che, con le settimane di deserto estivo, formeranno nel tempo migliaia di giovani cuneesi e non solo. P. Andrea è un instancabile comunicatore e registra per Radio Maria numerose catechesi.
Il riconoscimento diocesano della Comunità arriva l’8 dicembre 1983, mentre la Santa Sede approverà il Movimento contemplativo missionario P. De Foucauld il 14 giugno 1990.
Andrea in tutta la vita è sempre stato attento a non fossilizzarsi su uno stile, ma ad osservare il mondo ecclesiale e la società per cogliere le luci, la bontà e le necessità. Grazie a questa intuizione, spinge i fratelli e le sorelle ad aprirsi a diverse povertà, in base al contesto: le fraternità hanno operato tra gli zingari, i malati di AIDS e in numerose periferie in tutto il mondo.
Il 26 settembre 2010, alle 5 del mattino, p. Andrea ritorna a Dio. Ai funerali la partecipazione è altissima, sia tra il clero sia tra i tanti giovani che sono stati aiutati e formati. L’anno successivo la salma rientra tra le mura della Città dei ragazzi per riposare nella cripta.